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Trastevere deriva dal latino trans Tiberim, ovvero “oltre il Tevere”.

Qui risiedevano soprattutto artigiani e piccoli commercianti stranieri venuti a Roma in cerca di fortuna, attirati dalle vicinanze dei porti a sud dell’isola Tiberina. Ancora oggi conserva la fisionomia di quartiere popolare, anche se le numerose botteghe artigianali hanno lasciato lo spazio a pubs, pizzerie, caffè sempre frequentati soprattutto nelle sere d’estate. Nei vicoli e viuzze, tuttavia, si respira ancora l’aria di antichi mestieri e tradizioni, ciò affascina e incuriosisce il visitatore che arriva da via Arenula, superato Ponte Garibaldi incontra la prima piazza trasteverina dedicata a Giuseppe Gioacchino Belli, autore di sonetti satirici in dialetto romanesco.

Nell’attigua Piazza Sonnino s’innalza la Torre degli Anguillara, l’unica rimasta tra le tante che allora sorgevano in Trastevere. Ricorda una delle più potenti famiglie di Roma ed è affiancata dall’omonimo palazzetto oggi sede dell’istituto per gli studi su Dante Alighieri.

All’imbocco di viale di Trastevere si trova San Crisogono più volte ricostruita e restaurata con cupola romanica e portico aggiunto successivamente. Percorrendo Via della Lungaretta, nell’incantevole piazza S. Maria in Trastevere, ornata da una fontana rimaneggiata dal Bernini, si eleva la Basilica di S. Maria in Trastevere.

L’antichissima basilica, probabilmente il primo luogo ufficiale di culto cristiano a Roma, secondo la leggenda fu fatta erigere da papa Callisto. Preziosi sono i mosaici di Pietro Cavallini custoditi all'interno e nonostante aggiunte barocche, l’edificio conserva il tratto medievale. Attigua è la chiesa di Sant’Egidio. Essa era la chiesa del vicino convento carmelitano destinata ad accogliere i poveri, oggi è un Museo del Folklore. Vi si trovano molte opere (ceramiche, acquarelli, stampe) relative alle tradizioni, costumi popolari della Roma dei papi, nonché manoscritti dei due popolari poeti dialettali romani Belli e Trilussa. Proprio a Trilussa è dedicata la piazza che si apre su Ponte Sisto (costruito per collegare Trastevere a Roma) e rappresenta un punto di ritrovo per molti giovani.

Su via della Scala s'incontra Santa Maria della Scala. La facciata, piuttosto modesta, non lascia intuire la ricchezza dell’interno in stile barocco.

Proseguendo sulla stessa via all’angolo di via della Lungara, si arriva nella casa della bellissima modella amata da Raffaello e passata alla storia come la Fornarina perché figlia di un fornaio.

Tornando su viale di Trastevere, alle spalle di piazza Mastai, si arriva in piazza Santa Cecilia, dominata dalla chiesa omonima. La chiesa, con un ampio cortile - giardino, risalente al V secolo, è stata più volte ricostruita e restaurata in onore dell’aristocratica e martire Santa Cecilia. L'ultima ricostruzione fu fatta nel IX secolo a seguito del ritrovamento della salma, miracolosamente intatta, nelle catacombe di San Callisto. Cento anni dopo lo straordinario evento si ripeté dinanzi agli occhi di Stefano Maderno che, scolpì la statua tombale conservata sotto l’altare maggiore.

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